Bellissima serigrafia e collage eseguita a mano su carta, edizione limitata a 200 +XX esemplari.Misura 35x50 cm Quest'opera è venduta con certificato di autenticità della galleria e spedizione assicurata SPEDIZIONE GRATUITA E CONSEGNA ENTRO SEI GIORNI LAVORATIVI Per qualsiasi informazione chiamaci senza impegno al numero 339.600.58.94


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Paolo Fresu nasce ad Asti il 13 Novembre 1950, dove tuttora vive ed ha sede il suo atelier. Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Artistico di Torino, frequenta l’Accademia Albertina per poi interrompere gli studi e dedicarsi unicamente alla scenografia teatrale, cinematografica e televisiva: Come e perché crollò il Colosseo di Luigi De Filippo – Napoli 1981; Grunt di Giorgio Faletti e Andy Luotto – Roma 1982; Fantastico 90, RAI 1 – Roma 1990. Con il Gruppo Teatro Asti idea scene e costumi per Il malato immaginario e Il Mercante di Venezia. Collabora inoltre in qualità di illustratore nel campo editoriale e pubblicitario. Nel 1992 realizza il manifesto e la scultura – premio della rassegna teatrale Astiteatro 14. Tre anni dopo dà vita a un grande pannello in esposizione permanente presso l’atrio della stazione ferroviaria della sua città natale, in occasione del novecentenario della fondazione del Comune. Nel 1997 dipinge i due drappi del Palio di Asti, uno dei quali è oggi conservato nella Collegiata di San Secondo. Dagli anni 70 fino ai nostri giorni l’artista ha collezionato un corposo numero di mostre personali e collettive in tutta Italia di cui si annoverano le recenti antologiche al Foyer del Teatro Alfieri ad Asti nel 1992 e nell’Antico Battistero di San Pietro nel 1997.

Altre due personali hanno luogo ad Alessandria, presso l’ex Convento di San Francesco nel 2000 e al Teatro di Moncalvo nel 2001. Segue nel marzo 2003 una mostra curata da Maride Faussone in Acqui Terme (Palazzo Robellini) dal titolo Lo specchio di Tersicore, ispirata alla danza. Nello stesso anno ha luogo ad Albissola marina presso la Galleria Il Bostrico una mostra personale, sunto del mondo fiabesco, ironico e surreale di Fresu. La sua produzione artistica giovanile è caratterizzata da una vivace sensibilità alle tendenze espressionistiche europee, che lo portano a sperimentare l’uso di diversi materiali, cromie e sostanze pittoriche. Negli anni 70-80 si avvale dell’uso della china e del pastello per poi affidarsi al collage e agli assemblaggi polimaterici d’influenza surreale. I suoi soggetti preferiti diventano re, regine, burattini, pinocchi, generali, prelati e originali interpretazioni di famose figure storiche; un ricco e ironico repertorio di personaggi che incarnano l’allegoria della vita degli uomini. In qualità di protagonisti di un mondo a metà tra il reale e l’immaginario, le creazioni di Fresu ricoprono ciascuna il proprio ruolo nella scala sociale, assumendo una profonda simbologia di carattere esistenziale, seppur celata da una talvolta beffarda maschera di allegria e spensieratezza.